Definizione: si definisce colecistectomia la rimozione chirurgica della colecisti contenente i calcoli.
Questa Guida è stata preparata per informare Voi pazienti che vi dovete sottoporre a tale intervento, sulle vostre condizioni cliniche e generali che precedono e seguono la colecistectomia.
E' importante ricordare che ogni individuo è differente, le
indicazioni e il risultato finale dipendono strettamente dalle
condizioni individuali del paziente. Questa guida non intende sostituire
il consiglio e l'esperienza del vostro chirurgo di fiducia che è a
conoscenza delle vostre condizioni specifiche.
Dopo aver letto questa guida probabilmente avrete domande da fare: voi
dovreste porle in maniera completa e diretta al vostro chirurgo di
fiducia.
La colecisti è un piccolo organo, adeso al fegato nella parte
superiore destra dell'addome. E' connessa attraverso dotti (condotti)
con il fegato e con la parte superiore del duodeno.
Il fegato produce bile (un liquido di colore verdastro che contribuisce
a digerire i grassi) e secreto dentro la colecisti e ivi immagazzinata.
Quando s'ingerisce del cibo, soprattutto grassi, la colecisti si contrae
e spinge la bile attraverso il dotto coledoco all'interno del duodeno.
I calcoli possono formarsi all'interno della colecisti che può andare incontro ad un'infezione (idrope, colecistite); oppure il calcolo può migrare in coledoco (vedi figura) e dare ostruzione con conseguente ittero. Le cause di tale malattie non sono completamente conosciute. Chiunque può sviluppare una malattie della colecisti: le persone più colpite sono quelle in sovrappeso e nell'età compresa fra i 35 e i 55 anni: le donne sono più colpite degli uomini soprattutto dopo la gravidanza dove sembra che fattori ormonali possano contribuire alla formazioni dei calcoli all'interno della colecisti.
Le persone con malattia della colecisti hanno pochi disturbi o non ne hanno alcuno. Altri pazienti tuttavia possono sviluppare uno o tutti i seguenti sintomi:
La diagnosi può essere facilmente confermata dall'ecografia dell'addome eseguita a digiuno: esame semplice, sicuro, non invasivo e non doloroso. In alcune circostanze l'ecografia non riesce a confermare la diagnosi di calcolosi della colecisti: in questi casi può essere utile ricorrere ad altri esami quali la Radiografia dell'addome (se i calcoli sono radio-opachi e sono ricchi di calcio e quindi visibili) e la Risonanza Magnetica Nucleare.
L'unico efficace trattamento delle malattie della colecisti è la sua
rimozione chirurgica. Generalmente quando i calcoli sono presenti e
danno dei disturbi, o quando la colecisti è infiammata o infetta, la
rimozione dell'organo si rende necessaria.
Quando la colecisti è rimossa il chirurgo può eseguire durante
l'intervento un esame radiologico (la colangiografia) per evidenziare la
presenza di calcoli nel coledoco (litiasi coledocica) e quindi
fuoriusciti dalla colecisti e provvedere alla sua rimozione. Il coledoco
non è rimosso al fine di consentire al fegato di continuare a produrre
bile e immetterla nel duodeno per svolgere le proprie funzioni
digestive.
La maggior parte dei pazienti non ha problemi dopo l'intervento di
colecistectomia: tuttavia alcuni leggeri disturbi possono rimanere ma
che sono controllati con diete specifiche e occasionalmente con farmaci.
Esistono due tecniche chirurgiche per la rimozione della colecisti: la
colecistectomia laparoscopica e la colecistectomia convenzionale /
laparotomica.
Discutete con il vostro chirurgo quale operazione è la migliore per Voi.
In quest'intervento il chirurgo utilizza una videocamera e specifici
strumenti chirurgici per asportare la colecisti senza eseguire ampie
incisioni chirurgiche. Il chirurgo infatti esegue quattro incisioni
(comprese fra i 5 mm e 1 cm): in una di queste di solito a livello
periombelicale s'introduce la videocamera (laparoscopio) che è collegata
ad un monitor / televisore.
Per eseguire tale intervento il chirurgo utilizza un gas CO2 (anidride
carbonica: è il gas fisiologico contenuto nell'aria che inspiriamo e
maggiormente nell'aria che espiriamo) per distendere la cavità
addominale.
Le altre incisioni sono eseguite nella parte superiore dell'addome e
precisamente una a destra dell'ombelico, una a sinistra dell'ombelico ed
una sotto lo sterno.
Attraverso tali accessi il chirurgo utilizza specifici strumenti per
eseguire l'intervento d'asportazione della colecisti: utilizza la
corrente elettrica per coagulare e sezionare piccoli vasi sanguigni e
clips di titanio o di materiale riassorbibile per chiudere il dotto
cistico (dotto biliare che collega la colecisti al dotto coledoco) e
l'arteria cistica.
Terminato l'intervento, il chirurgo aspira l'anidride carbonica
utilizzata e "sgonfia" l'addome: può posizionare un drenaggio che
fuoriesce dal fianco destro e che è rimosso la mattina seguente prima
della dimissione.
Il ricovero generalmente dura 24 ore (ricovero di una sola notte con dimissione la mattina successiva all'intervento): la maggior parte dei pazienti ritorna a lavorare entro 10 giorni.
E' stato calcolato che ogni 30-40 interventi il chirurgo incontra
delle difficoltà che rendono necessario una conversione: cioè si
prosegue l'intervento con la metodica convenzionale e si esegue
un'incisione di 5-10 cm (secondo le dimensioni del paziente) in alto e a
destra dell'addome per completare l'intervento.
Tal eventualità non è prevedibile ma è solamente al momento
dell'intervento che tale problema si rende evidente e quindi risolto
nella modalità che il chirurgo reputa più sicura per il paziente.
Il chirurgo esegue un'incisione di 5-10 cm (secondo le dimensioni del
paziente) in alto e a destra dell'addome ed esegue l'asportazione della
colecisti; può posizionare un drenaggio che fuoriesce dal fianco destro
che è rimosso durante la degenza.
In situazioni non complicate la degenza dura fra uno e tre giorni e la
maggior parte dei pazienti torna al lavoro entro quattro settimane
dall'intervento.
La rimozione della colecisti è un degli interventi più eseguiti in tutto
il mondo e il rischio di complicanze è molto basso: in individui sani,
sia la colecistectomia laparoscopica sia quella convenzionale non sono
considerati interventi pericolosi o a rischio.
Che cosa succede se durante la colangiografia intraoperatoria il chirurgo trova dei calcoli nel coledoco?
Trattasi di un'evenienza rara che oscilla fra il 2% e l'8%. Tal
evenienza può essere sospettata prima dell'intervento se gli esami della
funzionalità epatica sono alterati (bilirubina totale e frazionata, GGT,
GOT, GPT, fosfatasi alcalina) e se l'ecografia evidenzia un coledoco
dilatato con calibro superiore a 7 mm. ma può anche verificarsi in
assenza di tali alterazioni in maniera totalmente asintomatica.
Se la diagnosi di calcolosi del coledoco è confermata dalla
colangiografia intraoperatoria il chirurgo ha tre possibilità:
La scelta è lasciata al chirurgo che opera nell'interesse del paziente e dipende dalle condizioni cliniche ed anatomiche specifiche.
Vi ringraziamo per ogni suggerimento che vorrete dare, finalizzato a migliorare questo progetto.
Email: lgarulli@auslrn.net
©2010 Dott. Gianluca Garulli - Direttore U.O. di chirurgia generale e toracica - P.O. Riccione Cattolica - ASL Rimini
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